Cocomero, il jolly dell’estate

Ispirata dal primo vero cocomero buono degli ultimi 5 anni, mangiato in una afosa serata estiva, ho deciso di buttar giù due righe su questo delizioso frutto che tanto allieta le nostre estati.

Innanzitutto, ci tengo a fare una premessa: in italiano si chiama cocomero, e che il termine anguria che ora va tanto di moda sembra sia un’espressione dialettale di alcune regioni.

Il cocomero è, come tante altre piante, frutto delle mille contaminazioni culturali che si sono succedute nella storia dell’umanità grazie a migrazioni o a causa dei invasioni.

Entra in Europa intorno all’anno 1000, e attraversa la storia per arrivare a noi in tutta la sua bontà.

Come tutte le coltivazioni, ahimè, anche il cocomero si è ormai omologato su quelle quattro/cinque varietà che tutti conoscono e acquistano in esclusiva: è un peccato, perchè alcuni tipi di questo frutto che venivano coltivati nelle varie regioni d’Italia ci avrebbero dato delle buonissime soddisfazioni (se vuoi, leggi questo articolo –> clicca qui)

Dopo essermi gustata un bel pezzone del caro vecchio cocomero che ha accompagnato la mia infanzia, ho scoperto che anch’esso è una varietà americana che evidentemente ha iniziato a prender piede minimo 40 anni fa: parliamo del Crimson Sweet, un frutto tondeggiante che può superare con tranquillità i 20 kg di peso e che, se maturo al punto giusto, è un’esplosione croccante di bontà.

Il Crimson Sweet, nonostante sia una cultivar diffusa, è più difficile da trovare rispetto ai cocomeri di tipo Dumara (quelli allungati per intenderci) o a quegli orrori baby e precoci che non mangerò mai nemmeno sotto tortura ;-)

Le proprietà nutrizionali del cocomero lo rendono una “fabbrica” di bellezza e di salute:

con una percentuale di acqua elevatissima (95%) e una buona quantità di fibre (dovuto anche al fatto che non ci vuole nulla a mangiarne un kg) , ci aiuta a nutrire e dissetare le cellule del nostro organismo e a spazzare via le tossine che si accumulano nell’intestino; ovviamente le proprietà diuretiche del frutto sono conosciute da tutti, e l’effetto depurativo che ha è ben sentito da chi lo consuma abitualmente. Contengono inoltre una buona quantità di vitamine quali la C, la E, gruppo B, e fitosteroli che lo rendono potenzialmente un frutto anti colesterolo. Anche i minerali non mancano, e sempre considerando la quantità che viene consumata per porzione, il cocomero rappresenta una buona fonte complessiva di vitamine e minerali.

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Come consumarlo?

Contrariamente a quanto fa la stragrande maggioranza della popolazione, il cocomero (ma anche il melone), va consumato molto lontano dai pasti. Tante persone infatti, pur amandolo riescono a mangiarne piccolissime quantità a causa del gonfiore che esso causa: tutta la frutta, ma ancor di più angurie e meloni, fermenta se consumata a fine pasto e provoca gonfiori addominali, dolori o indigestioni nei casi più gravi.

Particolare attenzione poi dobbiamo farla se decidiamo di consumarlo la sera: sappiamo tutti infatti che, dato l’altissimo contenuto di acqua, rischia di farci passare la notte in passeggiate tra letto e bagno.

Godiamoci quindi con tranquillità e acquolina questo rinfrescante, meraviglioso frutto come sostituto di un pasto, un abbondante merenda, o una colazione alternativa.

Buon cocomero a tutti!!!

Cocomero varietà Crimson Sweet

 

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