Il discreto fascino del decluttering

Stanotte ho avuto un incubo: le centinaia di oggetti che invadono la mia casa, le migliaia di libri e tesine che spuntano da ogni dove, venivano inesorabilmente tritati da un gigantesco vortice che era dietro il divano del soggiorno. Io cercavo disperatamente di salvare il salvabile, ma tutto, proprio tutto veniva inghiottito e reso “inerme” da questo mostro contro il quale nulla si poteva.

Sono molte le spiegazioni che posso dare a questo sogno, in primis la reale quantità di oggetti e libri che abbiamo in casa. Poi, sicuramente hanno influenzato la lettura di un libro e la visione sporadica di una trasmissione tv Sepolti in casa, dove i protagonisti vivono in abitazioni deliranti e strabordanti di oggetti.

Ho iniziato da un po’ di tempo a fare pulizie e spazio in casa, ma è sempre molto difficile decidere di buttare oggetti costosi, così ho scelto le vie più lunghe ma più efficaci: vendere il vendibile e regalare a chi ne farà buon uso. E questo, ovviamente, rallenta la mia smania di far piazza pulita, cioè fare “decluttering”

Il decluttering è una pratica molto più semplice di quanto il nome difficile possa far sembrare: si tratta di svuotare le stanze, gli uffici, anche le macchine di tutto il ciarpame o l’oggettistica superflui che ci tolgono spazio, aria, energie.

Che senso ha avere a disposizione una stanza di 30 metri quadrati quando lo spazio calpestabile/respirabile/agibile si riduce a molto meno della metà?

Iniziando in maniera sistematica e ordinata, si riesce pian piano a ridare aria e luce agli ambienti in cui viviamo, e inoltre il doloroso fatto di aver buttato/regalato/svenduto decine e decine di oggetti potrebbe rendere i nostri futuri acquisti più consapevoli. Chi comprerebbe qualcosa sapendo che la stessa cosa ha terminato il suo ciclo di vita presso le nostre abitazioni praticamente inutilizzata?

 

Come dicevo, ho iniziato da un paio di mesi, molto lentamente e dolorosamente. Ho scovato indumenti che non indossavo da almeno 6 anni, alcuni inindossabili per limiti di taglia, altri per palese obsolescenza (maglie e pigiami di 20 anni fa) o usura. Ho trovato chili e chili di brochures di fiere, convegni, eventi risalenti al 2009: mai usati e anche poco interessanti!

Ho ritrovato strumenti preziosi che cercavo da moltissimo tempo, ma anche cianfrusaglie delle quali avevo ormai dimenticato la presenza.

Quanti soldi sprecati inutilmente? Quanta polvere ho respirato? Quanto spazio rubato?

E’ duro fare decluttering, mette a dura prova il sistema di credenze consumistiche che ci creiamo, rivelando che spesso acquistiamo in preda a impulsi incoscienti e poco previdenti.

E’ così che ritorniamo al mio incubo, che adesso vedo sotto una luce diversa: l’accumulo di roba mi impedisce di utilizzare anche i pochi oggetti che mi sono necessari (vedi la borsa con i documenti o il pc) e rende la mia vita un vortice caotico di tanti oggetti e poche idee.

 

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Per approfondire: Guida decluttering

                          minimoblog

Il discreto fascino del declutteringultima modifica: 2012-10-01T10:11:01+00:00da bibendum3
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3 pensieri su “Il discreto fascino del decluttering

  1. oddio, ti invidioooo!!! Vieni qui a farmi lezioni! Io facevo la sboròna che ho ridotto tutto, come sono brava, poi con il trasloco è uscito l’innominabile… tipo la minigonna del liceo, giuro, che non ci entro nemmeno con una coscia sola! Ho barato spudoratamente dichiarandola un ricordo XD Solo che manco me la ricordavo!

  2. Con tutti i traslochi che ho fatto in questi ultimi anni ho già dato, e ho dato parecchio… in modo anche estremo.
    I miei vestiti per tutto l’anno stanno comodamente in un armadio a due ante e tre cassetti piccolini… Oggettistica, tutta eliminata. Sui mobili della mia casa non c’è praticamente niente, solo libri! Mio marito è anche più estremo…
    Chi non riesce a rinunciare all’accumulo sono i miei figli, ma sono giovani… hanno ancora tanto tempo per capire, e poi io ogni tanto li costringo alla “cernita feroce” delle loro cose…
    A me piace la casa vuota!!!
    Non sapevo che questa cosa avesse anche lei un nome inglese e altisonante!!!!
    Un bacio
    Francesca

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