Tutta la verità sul glutine

 

Di Kelsey Kale, Chef di cucina naturale e nutrizionista e Mike Geary

Tradotto da BiosiPuò

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Una delle più comuni obiezioni che le persone mi pongono quando parlo loro dei benefici di seguire una dieta priva di glutine o grano è :”va bene, d’accordo, potrei eliminarli ma… io non ho problemi con il glutine…”

 

Sebbene questo possa essere vero per una piccola percentuale della popolazione, sempre più studi stanno dimostrando che anche quelli di noi che pensano di non aver problemi con il glutine, stanno in realtà sperimentando l’effetto collaterale di un depauperamento delle risorse vitali mangiando glutine, sebbene ancora non ne siano consapevoli.

Non sempre i sintomi della dieta con il glutine sono silenti (anche se alcune persone affette da celiachia non hanno effetti visibili dopo l’ingestione): molto spesso ci lamentiamo di questi sintomi attribuendoli a qualcos’altro, dimenticandoci di considerare il glutine come la fonte del problema.

 

Le vie segrete attraverso le quali il glutine ti danneggia

Considera questi fatti::

>> La risposta gastrointestinale all’ingestione di farina può essere suddivisa in tre tipologie… Iniziamo con le basi…

C’è una differenza sostanziale tra essere “allergici al glutine”, essere affetti da celiachia o essere sensibilizzati al glutine.
Le risposte allergiche come rush cutanei o disturbi della respirazione sembrano essere collegati a un range specifico di proteine del grano. Gli studi fatti con proteine del grano purificate, che tracciano specifici anticorpi autommuni sul sangue dei pazienti, hanno mostrato che il 60% degli analizzati ha una risposta antigena alle alfa gliadine e alle beta gliadine, il 55% a γ-gliadine, e 48% alle ω-gliadine.

Da un altro punto di vista, alcune reazioni al grano come la WDEIA, sono sindromi conosciute per essere causate da una specifica proteina del grano, la ω5-gliadine

E’ importante evidenziare che coloro il cui organismo è sensibile al glutine non sperimentano la loro reazione nello stesso modo di coloro che sono affetti da celiachia, la sensibilità al glutine non ha infatti la stessa risposta autoimmune. Le persone con sensibilità al glutine hanno più di una reazione, magari saltuaria e avvertita come qualcosa di irritante, mentre l’organismo dei celiaci allerta il sistema immunitario  e sviluppa specifici anticorpi al glutine per far si che ogni volta che si ingerisce grano/frumento/etc, l’organismo sia costantemente preparato alla lotta.

 

 

>> La Celiachia negli ultimi cinquant’anni è aumentata del 400%*

Dottori e scienziati evidenziano che la popolarità delle diete senza glutine non è una semplice mania, dal momento che il numero di persone con una reale risposta autoimmune al glutine cresce costantemente. Una risposta autoimmune è purtroppo molto più seria di una comune intolleranza, dal momento che fa sì che il corpo attacchi le proprie cellule. Un’intolleranza o sensibilizzazione al glutine è sicuramente meno severa e il corpo reagisce attaccando il nemico esterno (il cibo ingerito) come se stesse aggredendo un parassita o un raffreddore, anziché attaccare le proprie cellule.

L’aumento della celiachia è probabilmente dovuto a una combinazione tra i continui esperimenti e ibridizazzioni delle piante (per far aumentare quantità e diminuire il tempo di crescita) e l’aumentato e quotidiano consumo di prodotti a base di frumento o farine nella dieta della popolazione (sebbene in paesi come la Cina l’alimentazione fosse a base di riso, l’introduzione di cibi a base di grano ha iniziato a “insediare” un buon numero di malattie collegate al glutine).

Inoltre, poiché non ci sono test di misurazione per determinare quanto gli organismi geneticamente modificati possano essere sani per il consumo umano o se essi abbiano effetti collaterali, va evidenziato ci alimentiamo con cibi che non sono neanche lontanamente imparentati con le piante che 50 anni fa nutrivano i nostri nonni.

 * Un’amica che ne sa molto sull’argomento mi ha chiesto di segnalare quanto segue:

Posso segnalarti un’inesattezza? Scrivi ch la celiachia negli ultimi cinquant’anni è aumentata del 400%, questo non lo possiamo sapere con certezza: fino a una quindicina di anni fa la celiachia era infatti considerata malattia pediatrica e tutti quelli che sviluppavano la malattia in età adulta erano quindi diagnosticati diversamente. Possiamo dire con certezza che le diagnosi sono aumentate del 400%, ma non sappiamo quanti, in passato, avevano la malattia celiaca senza saperlo”   (biosipuo)

>> Più del  29% delle persone può avere una allergia o intolleranza al glutine senza esserne a conoscenza.

In uno studio pubblicato nel 2007, dei ricercatori hanno effettuato delle biopsie intestinali su pazienti celiaci e su persone che non avevano sintomi collegati al glutine.

Cinque pazienti su sei di coloro “senza sintomi” mostravano reazioni  infiammatorie nelle proteine del grano  quando venivano esposti alla gliadina (proteina del glutine).

Studi analoghi fatti nelle popolazioni inglesi e tedesche hanno dimostrato che, quando analizzate, molte persone si sono rivelate sensibili al glutine sebbene non ne avessero la percezione.

Queste “proteine autoimmuni del sangue” sono markers che ci dicono che il corpo crea una risposta immunitaria di tipo infiammatorio (specialmente nell’intestino). Questo accade per due ragioni: la prima è che la reazione dell’organismo ci aiuta a espellere il glutine dannoso il più velocemente possibile; la seconda, il corpo ci sta mandando un messaggio di dolore per segnalarci di non mangiare ancora quel cibo.

Questa infiammazione che coinvolge l’intero organismo crea stress nel nostro tratto digestivo e può sviluppare dei piccoli fori nel nostro intestino (sindrome conosciuta come intestino poroso) che consentono a piccole particelle di cibo indigerito di raggiungere il flusso sanguigno. Questo causa spesso infiammazioni in tutto il corpo; questa infiammazione inoltre uccide nel nostro intestino le cellule deputate all’assorbimento dei nutrienti, il che porta conseguentemente alla malnutrizione, denutrizione, fame di nutrienti sebbene si possa essere sovrappeso (sembra un controsenso ma un numero sempre crescente di persone è affetto da denutrizione sebbene si alimenti almeno tre volte al giorno e abbia consistenti scorte di grasso).
Alcuni ricercatori hanno stimato che per ogni persona affetta da celiachia (negli USA ce ne sono circa 1,8 milioni), ci potrebbero essere almeno sei o sette persone con sensibilità al glutine. Questo significa che la sensibilizzazione al glutine potrebbe coinvolgere fino al 10-12% dell’intera popolazione americana (altri 10.8 – 12.6 milioni di persone!).

Mangiare glutine può condurci ad altre allergie

>> la sensibilità al glutine potrebbe causare intolleranza al latte. Questo perché l’enzima lattasi (necessario per digerire il lattosio contenuto nel latte) viene creato dalle cellule presenti nell’intestino tenue, le quali possono essere uccise dall’infiammazione scatenata dall’eccessiva assunzione di glutine.

 >>Per ultimo, la celiachia è determinata dal numero di markers di anticorpi presenti nelle feci o nel sangue. Il riferimento dal quale partire per diagnosticare la celiachia, attraverso un esame del sangue, è il valore superiore a 30 nella conta degli anticorpi. Se per caso le vostree analisi hanno questo valore (o più alto), è facile che vi venga diagnosticata la celiachia; se il valore è 29, tecnicamente non siete affetti da celiachia ma sicuramente avvertirete tutti gli effetti negativi (dolori, disagi, sintomi) del mangiare glutine.
NOTA: Non sempre un valore elevato di questa proteina nel sangue equivale a celiachia, per questo motivo è necessario contattare il vostro medico e fare una serie di analisi invece di autodiagnosticarvi la malattia.

 

La somma degli effetti.

La vostra reazione al glutine potrebbe non essere abbastanza forte da causarvi disturbi. Un po’ di meteorismo qua, un leggero  gonfiore articolare là… nulla di preoccupante, solo leggermente fastidioso… giusto?  Sbagliato.

Dopo un po’ di tempo (diciamo qualche anno), i piccoli focolai di infiammazione nel corpo iniziano ad “organizzarsi” e sommarsi. Sebbene non accusiate nessun effetto negativo immediato quando mangiate glutine (o la reazione del vostro corpo risulti “tollerabile”), potreste star provocando dei danni sul lungo termine.

Come esempio, ricordate che questa infiammazione può neutralizzare le cellule dell’intestino tenue programmate per assorbire i nutrienti, la qual cosa può rendervi contemporaneamente grassi e denutriti. E l’infiammazione cronica, ovunque si trovi nel corpo, ha effetti su tutto l’organismo (l’infiammazione cronica è stata collegata a malattie terminali quali cancro e malattie cardiache). Ogni morso che facciamo conta.

 ***

Nota di Mike Geary:

 

Diffidate dei numerosi cibi elaborati e confezionati con dicitura “gluten free” presenti sul mercato… Molte volte, questi cibi processati contengono semplicemente farine altamente raffinate: riso, tapioca e amido di mais che hanno gravi conseguenze sui livelli di insulina e di zucchero nel sangue. Molti dei cibi industriali privi di glutine contengono infatti livelli di zucchero elevatissimi.

 

E’ possibile guarire un intestino danneggiato dal glutine?
Qualche considerazione dell’autore con qualche nota di BiosiPuò

1.  L’autore di questo articolo pubblicizza un probiotico contenente un ingrediente chiamato Actazina. L’actazina è polvere di kiwi standardizzata, indicata come un valido aiuto per la rigenerazione delle cellule danneggiate dell’intestino. Si potrebbe  ipotizzare che l’assunzione quotidiana di due frutti a digiuno possa di sicuro aiutare il nostro intestino quantomeno a disintossicarsi.

2.  E’ risaputo che l’assunzione regolare di kefir può avere un potente effetto rigenerante sul sistema digestivo grazie ai suoi probiotici unici. Il kefir è anche solitamente privo di lattosio (al 99%) dal momento che i microbi consumano quasi tutto il lattosio nel processo di fermentazione, in ogni caso è bene provare con il kefir preparato con acqua limone e zuccheri naturali.

3.  Se ci capita di viaggiare e non poter fare a meno di mangiare cibi a base di glutine, è molto utile assumere per qualche giorno al bisogno (due giorni dopo aver assunto glutine) un prodotto multi enzimatico. C’è anche da dire però che un consumo occasionale di cibi contenenti glutine, seguito da abbondante consumo di verdura cruda, non è grave. A meno che non si è celiaci.

 

4. Ultimo ma non meno importante: ognuno di noi dovrebbe provare gli effetti di una dieta totalmente priva di glutine sul nostro organismo. Solo in questo modo potremmo vedere ma soprattutto toccare con mano la differenza. Molte persone, con dieci giorni di dieta (realmente) gluten free, sperimentano diminuzione delle infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio, pelle più luminosa, regolarità intestinale, attenuazione di dolori articolari e muscolari. Delle tattiche e tecniche per una dieta priva di glutine parleremo in un prossimissimo post.

 

Tutta la verità sul glutineultima modifica: 2013-04-04T15:02:00+00:00da bibendum3
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